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Il portiere consapevole – lettura e risposta tattica in fase difensiva

– Fabio Prinzis –

Possiamo dividere la tattica del portiere, in modo semplice, nei due sottoinsiemi classici: la “tattica difensiva” e la “tattica offensiva”.  In questo articolo ci interesseremmo solo della tattica difensiva, fase che potremmo definire come un periodo di attesa in cui il portiere svolge un lavoro preventivo. Oltre ad organizzare il reparto difensivo comunicando con i propri compagni, il portiere effettua degli spostamenti al fine di trovarsi in una posizione che gli consenta di difendere la porta o lo spazio a seconda della situazione. Nel caso di difesa della porta, il portiere dovrà assumere una postura che gli consenta di essere più efficace per poter effettuare un’eventuale parata, dovrà inoltre trovare la giusta posizione in cui collocarsi. In caso di difesa dello spazio, invece, assumerà una postura e una posizione di preparazione all’uscita, preparandosi quindi ad un eventuale attacco dello spazio che intende difendere.

Vi è una quindi una differenza comportamentale, o differenza tattica (che comprende: posizione, postura e preparazione mentale all’evento) netta fra la preparazione nella difesa della porta e quella nella difesa dello spazio. Questa differenza implica che se il portiere sceglie di difendere lo spazio non è pronto in caso di conclusione in porta, si troverebbe in una posizione scomoda, con una postura inadeguata e non pronto mentalmente, questo avviene anche nel caso opposto ovviamente. In altre parole potremmo dire che la scelta preventiva di difendere spazio o porta determinerebbe un ritardo in caso ci fosse una necessità diversa.

Durante la partita si possono presentare tantissime situazioni a cui il portiere deve far fronte in tempi brevissimi. È perciò importante riuscire a “leggere” continuamente il gioco, in modo da comprendere e decidere velocemente come comportarsi per risultare maggiormente efficace ed evitare ritardi nel trovare posizione o, peggio ancora, farsi trovare in movimento ed essere impossibilitati ad intervenire.

Tuttavia non sempre i portieri scelgono tatticamente, soprattutto per via della dinamicità del gioco  e della sua velocità spesso si muovono inconsapevolmente seguendo la palla, altre volte invece si limitano a difendere la porta per timore, senza effettuare nessun tipo di valutazione e trovandosi continuamente in ritardo in caso di uscita. Questa tipologia di errore tattico o di non scelta è molto frequente nelle categorie dilettanti e nei giovani, ma sono i professionisti che  visto l’alzarsi delle richieste tecnico/tattiche pagano ancor di più a caro prezzo una valutazione tattica imperfetta.

L’allenatore dei portieri può essere d’aiuto?

Il portiere deve avere ben chiaro che ogni suo movimento non è solo in funzione di dove si trova la palla ora, ma soprattutto di dove questa andrà successivamente. Per far ciò è importante che la tattica difensiva sia intesa come una risposta preventiva allo sviluppo del gioco, cioè in base all’azione che si sta sviluppando, il portiere deve adattarsi per prepararsi all’azione che si svilupperà. In termini analitici, supponendo una situazione dove A e B sono giocatori avversari, nel mentre che A passa la palla a B, il portiere risponde tatticamente al fine di intervenire su ciò che farà B (Crossa? Calcia? Cosa fa B?). Questo deve avvenire continuamente durante il gioco.

In questo aspetto il lavoro del portiere è estremamente difficile e richiede un elevata freddezza, intesa come padronanza assoluta di se che il coinvolgimento nel gioco non deve intaccare. Non è raro osservando portieri durante le gare (soprattutto giovani), vedere come molto spesso siano “attratti” dalla palla e si muovano seguendo l’azione quasi inconsapevolmente, senza prendere decisioni distaccate e ragionevoli, senza porsi domande sul loro comportamento tattico.

 Chi lavora con i giovani dovrebbe a mio avviso introdurre questo concetto. Il punto più importante e far conoscere ai portieri queste dinamiche, possibilmente sviluppando dei lavori che sollecitino il portiere a compiere delle scelte tattiche. Comunque il lavoro specifico con il preparatore non basta. Sono importantissimi i momenti di lavoro con la squadra, estremamente stimolanti dal punto di vista tattico, dove l’allenatore dei portieri dovrà analizzare e valutare il comportamento dei ragazzi, cercare di rimarcare questi aspetti, stimolarli ad assumersi responsabilità ed effettuare delle scelte, non muoversi in balia del gioco ma rispondere con attenzione e lucidità, sbagliare in allenamento per migliorare. E’ perciò importantissimo che il preparatore dei portieri osservi i propri ragazzi quando lavorano con la squadra, i protagonisti son sempre loro.

Fabio Prinzis

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